29 aprile 2009
Il curriculum della città
Quindi il secondo regno di Marco Toni sta per concludersi, e per tutti i presi in causa è il momento di fare un bilancio dell’operato durante questi due mandati. Il nostro sindaco lo fa sull’ultimo TamTam e sull’annuale bilancio ad esso allegato.
Come al solito se ne genereranno le solite polemiche politiche, sulla correttezza di questa operazione, che alcuni vedranno come uno spot elettorale per la giunta in carica. Per quanto mi riguarda, è un momento importante in cui si può dare un occhio allo stato di San Giuliano.
Tornando con la mente alla campagna elettorale del 2004 e al programma per la città di allora, debbo dire che molto è stato realizzato, e la gestione del comune, a guardare i numeri pubblicati, pare essere stata florida. Almeno sui grandi temi e i maggiori progetti, l’azione del comune è stata ben indirizzata. Molto è stato fatto, e gli investimenti messi in campo hanno permesso di far partire le “grandi opere” come la copertura del redefossi e l’eliminazione dei tralicci.
Ora, non voglio fare uno spot io stesso; chi è interessato ai particolari può quietamente andarsi a guardare il libretto distribuito a tutti i sangiulianesi (almeno spero sia arrivato a tutti).
Qui voglio mettere invece sulla sedia qualche puntina da disegno. Ovvero, indicare quelle tematiche che in questi ultimi anni hanno latitato. Anticipo che ne parlo a titolo assolutamente personale, a sensazione, senza razionalizzare eccessivamente, e darne una valutazione compiuta.
Quel che mi pare sia un po’ mancata non è stata la gestione politica del comune, o quella economica, non i nuovi progetti messi in campo, non le innovazioni… ma la gestione del consolidato. Un po’ come un’azienda che focalizza molto su un intenso programma di marketing, con sconti e offerte per allargare il proprio parco clienti, ma con un servizio post vendita scarsetto.
Le strade. Negli ultimi 5 anni penso di aver guidato più spesso su una pista da camel trophy che su delle strade asfaltate come Dio comanda. Capisco la difficoltà di farne una manteinance corretta e continuativa, ma credo che vi sia uno specifico ufficio comunale adibito. Come è possibile che non si riesca a gestire la stesura dell’asfalto su quelle poche vie di altissima percorrenza che tutti conosciamo? Da ignorante penso proprio che sia mancato un po’ di managing su un tema fondamentale.
Le piste ciclabili. Dove sono? Non ci sono. Dove sarebbero potute essere? In fase di copertura del redefossi si sarebbero potute realizzare lungo la via Emilia. E poi diciamolo, l’Europa ci insegna che le piste ciclabili posso essere tracciate ovunque, volendolo: dove c’è la possibilità le piste vengono realizzate sfruttando i controviali, dove non è possibile si tracciano righe sui marciapiedi.
Non è forse questa la base di una politica ecologica? Una viabilità sostenibile!
[ Continua...]
Si aggiunga pure le argomentazioni che si preferisce…